La formazione intrapresa durante gli anni, ha dato alle insegnanti la possibilità di sperimentare nuovi approcci metodologici, che offrono al bambino esperienze di apprendimento autonomo e di gruppo; per fare questo gli spazi verranno organizzati e messi a disposizione dei bambini, perché tutto lo spazio della scuola è luogo di scoperta, di gioco e di costruzione del sapere.
La scuola predispone spazi organizzati con materiali di varia origine:
- Legni di diverse forme e dimensioni
- Plastica
- Stoffa
- Ferro
- Carta, cartone
- Materiali naturali (terre, sabbia, granaglie, sassi, legni, conchiglie, piante, ecc.)
- Fonti luminose (lavagna luminosa, proiettore, lampade, fili luminosi)
- Materiali riflettenti e trasparenti
I materiali sono disposti per colore, grandezza, forma, e sono facilmente accessibili; l’approccio, la scoperta e la possibilità di costruire con diversi tipi di materiali consente ai bambini di sviluppare processi metacognitivi, capacità creative, di progettazione e di negoziazione.
Il percorso didattico è un’idea che nasce dai bambini e dal loro approccio e interesse verso i materiali; in questo modo le strade da percorrere saranno diverse e originali e sarà compito dell’insegnante cogliere i rilanci dei bambini e proporre stimoli nuovi per arricchire il contesto di apprendimento.
I bambini diventano attori principali nella costruzione del loro sapere e nello sviluppo delle loro competenze; grande importanza riveste il lavoro di gruppo in quanto stimola, arricchisce e costruisce le conoscenze di ognuno grazie al confronto e alla relazione con gli altri.
Attraverso questo approccio il bambino sviluppa varie e importanti competenze:
- Raggruppa , ordina, classifica materiali secondo criteri diversi
- Identifica alcune proprietà degli oggetti, confronta e valuta quantità
- Esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata
- Osserva fenomeni naturali e artificiali accorgendosi dei loro cambiamenti
- Esplora e scopre le funzioni e i possibili usi di oggetti e strumenti vari
- Individua le posizioni degli oggetti nello spazio e usa termini appropriati per collocarli
- Esprime verbalmente le emozioni che prova sperimentando oggetti e materiali non usuali
- Utilizza materiali e strumenti vari con creatività
- Esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie
- Prova piacere nel mettere in comunicazione il proprio corpo con i materiali e le strumentazioni a disposizione (lavagna luminosa, proiettore…)
- Gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri
- Riflette, si confronta, discute con altri sulle modalità di esecuzione di un gioco
Questo tipo di approccio costruttivista favorisce la conquista dell’autonomia, il pensiero progettuale, il fare con gli altri (saper negoziare), la capacità di costruire idee, oggetti, strutture, sviluppare il linguaggio (saper verbalizzare il proprio fare) e la competenza grafica.
Per la realizzazione dei progetti si assumeranno alcuni importanti principi metodologici, tratti dall’analisi delle ultime Indicazioni per il curricolo e degli Orientamenti del ‘91:
- valorizzare il gioco: l’attività didattica assume cioè carattere ludiforme al fine di consentire al bambino di affrontare le esperienze di apprendimento in modo significativo e motivante. La funzione della scuola dell’infanzia è infatti quella di educare alla formazione dell’identità, allo sviluppo dell’autonomia, della socialità e delle competenze attraverso modalità ludiche. Il gioco riveste un’importanza fondamentale in tutte le attività della giornata scolastica, in particolare esso va inteso come il momento in cui il bambino esplora l’ambiente e trae da esso informazioni che poi verranno organizzate in modo personale;
- dare rilievo al fare produttivo e alle esperienze dirette di contatto con le cose e i materiali, per incoraggiare ed orientare i bambini verso percorsi d’esplorazione e ricerca;
- stimolare le relazioni tra pari e con gli adulti, affinché le esperienze si svolgano in un clima positivo e rassicurante che faciliti l’interazione e l’apprendimento.
Diviene quindi necessario proporre attività di apprendimento adatte alle caratteristiche cognitive ed emotive dei bambini; il laboratorio è uno dei modi possibili per facilitare e sostenere il processo di crescita e di sviluppo. Progettare per laboratori significa dare spazio al fare diretto attraverso strategie ed esperienze che i bambini possano attuare liberamente: il metodo di lavoro per laboratori procede inoltre “per problemi”, ovvero domande che derivano dall’ambiente e dagli oggetti che il bambino esplora. L’insegnante si pone da mediatore e facilitatore degli apprendimenti attraverso l’organizzazione dell’ambiente stesso e l’interazione con i bambini, facendo attenzione a sostenere i processi di ricerca e di apprendimento senza dare risposte dirette, ossia “lasciando parlare le domande”. Il laboratorio dunque, oltre a stimolare la creatività del bambino, sviluppa il pensiero scientifico, ossia la capacità di ragionare, riflettere, anticipare, ipotizzare. L’azione creativa che sostiene i laboratori produce inoltre cambiamenti nella sfera cognitiva, perché il bambino è motivato a riorganizzare i dati e le informazioni e a produrre pensieri nuovi: l’azione creativa è un atto che implica cioè una modificazione concreta, un cambiamento inatteso rispetto alle attività in cui ci si trova solitamente coinvolti. Solo dall’esperienza diretta nasce un apprendimento autentico, sempre se essa è sostenuta, oltre che dall’agire, anche dal verbalizzare: il bambino cioè va incoraggiato ad esprimere e comunicare con le parole la sua azione e i suoi pensieri, affinché possa arricchire il lessico, concettualizzare i passaggi dell’esperienza, riorganizzare le proprie competenze.
Si utilizza anche la strategia del modeling, che prevede la presenza di un soggetto considerato come modello e di osservatori che imitino il suo comportamento: il modeling risulta appropriato nel caso in cui si vogliano presentare nuove abilità da far apprendere, come nel caso delle tecniche pittoriche, in quanto l’insegnante svolge in questo caso una funzione di mediazione finalizzata a motivare i comportamenti, mostrare, discutere, valutare la realizzazione del modello e la sua personalizzazione.
Lo stile educativo è dunque fondato sull’osservazione e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente, sull’intervento indiretto e di regia. Le insegnanti inoltre considerano l’aspetto della partecipazione come dimensione che permette di stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità, d’incoraggiare il dialogo per la costruzione della conoscenza.

